
Questa mattina sono stato buttato giù dal letto prestissimo. Un mio amico è venuto a svegliarmi per fare surf.
J: Andiamo, ci sono onde da sballo!!
Io: [...]
J: Ma che hai fatto? Hai un aspetto di merda!
Io: [...]
Silenzio...
J: Non ho ancora capito perché ti ostini a bere quella roba se poi ti fa quest'effetto.
Io: [...]
E' chiaro che non sono riuscito a fare surf. Ogni volta che provavo a prendere l'onda venivo travolto da essa. La sensazione che si prova, ad essere travolti dico, è un po' come l'effetto che mi fai tu.
E mentre ero li sotto a ingurgitare non so quanta acqua mi sono tornate in mente le parole che ci eravamo detti, quasi fosse un giuramento.
'Non temere', mormorai. 'Noi ci apparteniamo'.
Fui immediatamentre travolto dalla verità delle mie stesse parole.
Quel momento era così perfetto, così giusto, che per nulla al mondo potevo dubitarne.
Le sue braccia mi avvolsero stringendomi a lei. Era come se ogni terminazione nervosa del mio corpo sprizzasse elettricità.
'Per sempre', aggiunse lei.
Tutto questo sa davvero di ridicolo. Io, sono ridicolo.